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Posts Tagged ‘Inceneritori’

Acerra turistica e l’Inceneritore fa bene

il promo di beautiful country:

All’ex presidente di Grenpeace Italia: Venduto!


La prima mossa di Ganapini? Finanziare
il termovalorizzatore di Acerra con 25 milioni
Giovedì e venerdì la commissione Ue in Campania per verificare lo stato della crisi dei rifiuti e decidere l’applicazione delle sanzioni

La prima mossa di Walter Ganapini suona quasi come una terribile legge del contrappasso. Lui, ex presidente di Grenpeace Italia, lui strenuo oppositore dei termovalorizzatori si trova a dover firmare – nella sua nuova veste di assessore regionale all’Ambiente – un provvedimento che finanzia il completamento del termovalorizzatore di Acerra. Venticinque milioni di euro che dovranno consentire di procedere più speditamente. «Negli scorsi giorni – dice il governatore Bassolino – ho incontrato più volte sia il commissario De Gennaro che il commissario Sottile. Entrambi hanno avanzato la richiesta formale di disponibilità della Regione a sostenere finanziariamente, con risorse adeguate e aggiuntive, lo sforzo del Commissariato per fronteggiare l’emergenza rifiuti e per favorire il rientro nella gestione ordinaria».
Poi aggiunge: «Ho subito incaricato i nostri uffici di compiere tutte le verifiche tecniche e amministrative del caso e oggi – d’intesa con il neo-assessore all’Ambiente Ganapini – posso dire che siamo pronti a mettere a disposizione del commissariato, che li gestirà direttamente, 25 milioni di euro di fondi FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) per la ripresa dei lavori di completamento del termovalorizzatore di Acerra. Già nei prossimi giorni definiremo l’intesa con il Commissario Sottile e col ministero delle Attività Produttive per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma Quadro che permetterà di utilizzare subito queste risorse».
Come già aveva annunciato, Ganapini si mostra flessibile sul termovalorizzatore di Acerra, evitando guerre ideologiche su un impianto che ne ha già visto tante.
Una delegazione della Commissione europea sarà giovedì e venerdì in Campania per verificare sul campo quanto si sta facendo per risolvere la crisi dello smaltimento dei rifiuti. La missione è guidata dalla responsabile della direzione ambiente dell’esecutivo Ue, Pia Bucella. «I funzionari avranno così modo di vedere con i loro occhi quanto sta avvenendo in Campania», ha rilevato una fonte della Commissione ricordando che il 31 gennaio scorso Bruxelles ha dato un mese di tempo all’Italia per fare tutto il possibile per affrontare adeguatamente la situazione ed evitare così il deferimento alla Corte di giustizia del Lussemburgo. «La situazione in Campania è intollerabile e capisco molto bene la frustrazione dei cittadini campani», aveva rilevato il commissario europeo all’ambiente Stavros Dimas in occasione dell’ultimo avviso lanciato all’Italia.

Comunicato stampa del Movimento Fiamma Libertaria.

Stamane lunedi 14 gennaio gli studenti di maddaloni e caserta sono scesi in piazza per protestare contro i rifiuti che riversano nelle strade.
Il Movimento fiamma libertaria è presente e condivide il progrmamma deciso dai rappresentati degli studenti:
-avvio della raccolta differenziata
-costruzione sicura dei siti di stocaggio
-maggiore numero di controlli sul tasso di diossina presenti nell’ambiente.
Domenico Letizia del movimento fiamma libertaria e del comitato no allo uttaro è soddisfatto della partecipazione avutasi durante la mattinata.
Presenti moltissime scuole: Luca Fiorinelli del ”Nino Cortese” di maddaloni ci dice di volere le dimissini immediate di Bassolino e avverte che gli studenti non sono assolutamente favorevoli alla costruzione di termovalorizzatori o inceneritori.
Vincenzo Cavalleri del ”Manzoni” di Caserta vuole che si inizi subito il riciclaggio e la differenziata porta a porta,lo stesso dicono gli studenti del ”don Gnocchi” di Maddaloni e Nazareno di Nuzzo chiede alla cittadinanza di essere più protagonisti nella gestione politica della città.
Il M.F.L (movimento fiamma libertaria) esprime solidarietà a tutte le comunità in lotta nel campano e agli indipendentisti siculi e sardi che non vogliono che anche la loro terra sia distrutta da un problema dovuto soltanto alla cattiva gestione dei politici campani.
Movimento fiamma libertaria
Studenti Libertari

(articolo preso da Pupia Tv : http://www.pupia.tv/caserta/modules.php?name=News&file=article&sid=570):
CASERTA. Stamani gli studenti di Maddaloni e Caserta sono scesi in piazza per protestare contro l’emergenza rifiuti

Il Movimento Fiamma Libertaria è presente e condivide il programma deciso dai rappresentati degli studenti: avvio della raccolta differenziata, costruzione sicura dei siti di stoccaggio, maggiore numero di controlli sul tasso di diossina presenti nell’ambiente. L’esponente del movimento, Domenico Letizia, anche membro del comitato ‘No a Lo Uttaro’, è soddisfatto della partecipazione avutasi durante la mattinata. Presenti moltissime scuole. Luca Fiorinelli del ”Nino Cortese” di Maddaloni dice di volere le dimissioni immediate di Bassolino e avverte che gli studenti non sono assolutamente favorevoli alla costruzione di termovalorizzatori o inceneritori. Vincenzo Cavalleri del ”Manzoni” di Caserta vuole che si inizi subito il riciclaggio e la differenziata porta a porta. Lo stesso dicono gli studenti del ”don Gnocchi” di Maddaloni, mentre Nazareno di Nuzzo chiede alla cittadinanza di essere più protagonista nella gestione politica della città. Il M.F.L esprime solidarietà a tutte le comunità in lotta nel campano e agli indipendentisti siculi e sardi che non vogliono che anche la loro terra sia distrutta da un problema dovuto soltanto alla cattiva gestione dei politici campani.

Rifiuti/ Indipendentisti Siciliani annunciano sciopero della fame



SCIOPERO DELLA FAME CONTRO I RIFIUTI COLONIALISTI ITALIANI IN SICILIA.
Come tristemente prevedibile, dopo la Sardegna, è il turno della Sicilia a doversi far carico di oltre 1500 tonnellate di rifiuti prodotti in Campania. Sarà la Sicilia, una delle due grandi colonie extraterritoriali italiane insieme per l’appunto alla Sardegna, a dover fare le spese, al costo di inquinamento e intasamento delle già sature discariche (pronte a loro volta al collasso come quelle
napoletane), di decenni e decenni di malapolitica che di mafioso ha l’etica e l’iter procedurale. Noi indipendentisti siciliani diciamo no, e, solidali con i fratelli indipendentisti sardi malmenati nonostante la protesta nonviolenta inscenata nel porto di Cagliari, e con la popolazione di Pianura, in lotta contro l’oppressione della politica clientelare (capace di uno stipendificio quattordicennale chiamato “commissariamento” mentre il Presidente della Regione Campania comminava ricche consulenze al proprio figlio) al costo della propria stessa incolumità, entrambi fatti segno di vergognose criminalizzazioni (non si è esitato, nascondendo le reali ragioni, ad agitare lo spettro di camorra e terrorismo pur di opprimere quanti esercitavano il proprio diritto di opinione e protesta in ossequio al dettato di quella Costituzione che in questi giorni compie 60 anni) annunciamo la decisione di intraprendere le nostre forme di protesta e pressione affinché la decisione, presa in maniera assolutamente autoritaria e non democratica, del Presidente della Regione Cuffaro sia definitivamente revocata.
Non dobbiamo, in tal senso, dimenticare o trascurare come l’impegno preso da Cuffaro, spacciato come «impegno per il Paese», sia in realtà controbilanciato dalla promessa del Presidente del Consiglio, Prodi, di finanziare i 4 discussi megainceneritori previsti in Sicilia (che, non dimentichiamolo, producono un terzo di ceneri altamente tossiche non ulteriormente utilizzabili e da stoccare al costo di contaminazioni di suolo e acque, quando esistono ottimi metodi di recupero,
riutilizzo o riciclo di oltre il 90% dei prodotti post-consumo, sia raccolti in maniera differenziata – raccolta, questa, mai realmente fatta partire in Sicilia – che non) che serviranno, come già accade con il petrolio, ad inquinare la nostra Isola, avvelenare bambini, adulti e nascituri, e ad importare immondizia prodotta in Italia per mantenerli entro la prevista economicità d’uso. È un mero mercimonio, uno scambio in perfetto stile coloniale sulla pelle dei Siciliani che dimostra, ancora
una volta, come i mali della Sicilia, che recentemente ha visto le proprie città e i propri amministratori in “coda” alle consuete “classifiche di fine anno”, non derivino da questa o quella fazione politica, ma da tutto il sistema politico italiano, che nel suo insieme va urgentemente espulso dalla nostra amata terra di Trinakria.
Consapevoli che lunedì Porto Empedocle per “accogliere” la nave Italroro Two e il suo tossico contenuto, sarà “blindata” per evitare che si inscenino proteste di resistenza nonviolenta come quelle di Cagliari, il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia ha deciso di promuovere uno sciopero della fame da iniziarsi nella stessa giornata di lunedì, a partire dalle 8 antimeridiane.
Siamo certi che contro questo ennesimo affronto contro la Sicilia non mancheranno le adesioni, in parte annunciate già prima della nostra iniziativa ad esempio dall’avv. Francesco Tanasi, siciliano e leader del Movimento Consumatori, che ha promesso anche una specifica “class-action” cui va il
nostro pieno supporto.
Siamo certi che non mancheranno i Siciliani, fieri della propria cultura e innamorati della propria terra, disposti al sacrificio pur di dimostrare la propria avversione a questa vergogna, che si aggiunge ad un secolo e mezzo di colonizzazione violenta e mafiosa.
Le adesioni possono essere tempestivamente comunicate al sito internet
http://www.siciliaindipendente.org, all’indirizzo email mis1943@gmail.com, al numero telefonico 0955187777 (lasciando un messaggio in segreteria) o via fax allo 0952937230, indicando nome, cognome, età e città di residenza.
Il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia comunicherà alla stampa la lista di quanti si asterranno dall’assunzione di cibi solidi e liquidi, riservandosi di promuovere ulteriori forme di protesta.
Catania, 12 Jinnaru 2008
A cura dell’Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.

Campania, immondizia e buoni affari. La discarica della politica


Sono preoccupati, eccome se sono preoccupati. Qui non siamo di fronte alle spallate tutte mediatiche di Berlusconi e ai suoi setto, otto, dieci… milioni di firme per far cadere il governo. Qui il problema è reale: si tratta di mantenere il potere in una Regione chiave come la Campania governata da più di dieci anni dal centro-sinistra che rischia di franare miseramente di fronte all’emergenza rifiuti. È preoccupato Prodi, non delle conseguenze sanitarie sulla popolazione campana, ma perché “tutto il mondo ci guarda e non voglio che l’Italia dia questa immagine negativa”. È quindi una questione di immagine. È preoccupato anche Napolitano, che questa faccenda la conosce bene, non perché è nato a Napoli ma perché come ministro dell’Interno firmò l’ordinanza del 31 marzo 1998 che segnò l’inizio della soluzione dell’emergenza rifiuti che ha spianato la strada al disastro di questi giorni. Sulla base di quell’ordinanza la soluzione, escogitata dall’allora ministro dell’ambiente Ronchi, un verde ex demoproletario successivamente transitato fra i DS e ora fra i PD, in collaborazione con il potere locale rappresentato dall’ex-missino Rastrelli, allora presidente della Regione, prevedeva il lancio della raccolta differenziata, la produzione di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) e la costruzione di inceneritori dove bruciare quelle che furono definite “ecoballe”. Ronchi cercò di applicare quello che stabiliva il suo “Decreto” sui rifiuti, cioè il ciclo integrato che iniziava con la raccolta differenziata e finiva con l’incenerimento. Il piano dei rifiuti campano venne messo in pratica dall’amministrazione di sinistra e in particolar modo dal governatore Bassolino. Forse non casualmente la società vincitrice dell’appalto fu la Impregilo, allora controllata dai fratelli Romiti, che coltivava ottimi rapporti con la sinistra ulivista. La Impregilo, utilizzando tecnologia tedesca e grazie ad una offerta al ribasso, si assicurò la costruzione degli impianti per il CDR e dei due inceneritori previsti. Nel giro di pochi anni furono costruiti ben sette impianti per la produzione delle ecoballe-CDR. La soluzione impiantistica non andava però di pari passo con lo sviluppo delle raccolte differenziate, che a Napoli come in gran parte della Campania rimanevano su percentuali prossime allo zero. D’altra parte a chi gestisce l’affare rifiuti in Campania (una commistione fra potere politico bipartisan, come usa dire oggi, potere industriale di provenienza “nordista” e potere mafioso, l’unico ben radicato sul territorio) la raccolta differenziata interessava ben poco.
Oggi sappiamo, sulla base della ricostruzione fatta dai giudici napoletani che hanno rinviato a giudizio 28 fra politici, come l’attuale presidente della Regione, il PD Bassolino, imprenditori, come Cesare Romiti, e tecnici, le ecoballe prodotte in quantità enorme (si parla di 5 milioni di ecoballe per un peso complessivo di circa 6,5 milioni di tonnellate) non sono in grado di essere incenerite poiché la loro composizione è fuori legge. Come è possibile che nessuno si sia accorto che le ecoballe erano fuori norma? Semplicemente perché nessuno controllava e lo stoccaggio delle ecoballe è un enorme affare per chi gestisce la filiera del trasporto e della messa in discarica “temporanea” di questa spazzatura, appena un poco alleggerita della parte umida negli stabilimenti che la Impregilo gestiva in giro per la regione. Oggi costa più conferire le ecoballe in discarica che inviarle all’incenerimento in Germania. Naturalmente è facile intuire perché nessuno, a cominciare da Bassolino, controllava la qualità delle ecoballe: chi è quel politicante che ha interesse a mettersi contro la mafia? Sembra che di fronte ai giudici, Bassolino si sia giustificato dicendo che non aveva letto con attenzione i contratti che aveva firmato con Cesare Romiti…
Con il tempo si sono così esaurite tutte le discariche, anche quelle riaperte in via eccezionale dai vari commissari che dopo i quattro anni di commissariato Bassolino si sono alternati a far finta di risolvere il problema. Le discariche sono esaurite ma lo Stato continua a pagare ai proprietari delle discariche per lo “stoccaggio provvisorio” fior di quattrini: 150 euro per tonnellata che bisogna aggiungersi ai 120 euro a tonnellata pagati a Impregilo. Aggiungete a queste cifre almeno 20 euro a tonnellata per il trasporto, considerate che queste cifre sono spesso inferiori di tre volte a quelle pagate realmente, e moltiplicate per i 6,5 milioni di tonnellate di ecoballe che attualmente si trovano in giro per la Campania e le regioni limitrofe e vi renderete conto dell’enormità dell’affare rifiuti e perché in 14 anni nessuno abbia avuto l’interesse a risolverlo.
Il risultato fallimentare della politica del commissariamento, iniziata nell’ormai lontano 1994, è stato solo quello di inasprire le popolazioni delle città che ciclicamente vedono cumuli di spazzatura formarsi sotto le loro case e quelle di tante località periferiche alle quali si impone di sopportare i disagi creati dal business dei rifiuti.
Comunque, adesso ci penserà Prodi. In un conato di orgoglio ha comunicato che lunedì 7 gennaio il governo prenderà in mano la questione e la risolverà, una volta per tutte. Prodi si avvarrà, fra l’altro della preziosa collaborazione di Pecoraro Scanio, ministro dell’ambiente, che da parte sua ha annunciato il varo di un piano urgente per la riduzione dei rifiuti prodotti e per la raccolta differenziata. C’è però da domandarsi dove erano questi due statisti quando il loro collega ministro dell’interno, Giuliano Amato, alla fine del consiglio dei ministri del 28 dicembre aveva assicurato che l’emergenza rifiuti sarebbe stata risolta nel giro di 11 mesi. Si erano forse distratti un attimo?
È evidente che Prodi farà nuovi danni. La soluzione non arriverà né da palazzo Chigi né da qualche altro palazzo della politica.
L’emergenza rifiuti in Campania viene utilizzata in tante località quale ammonimento verso popolazioni, comitati di cittadini e associazioni che si battono contro la proliferazione di inceneritori e discariche. Il messaggio è: “O accettate impianti inquinanti o finirete con i rifiuti per strada come in Campania”. Questo ricatto è inaccettabile e poggia su di una vera e propria falsificazione della realtà, volutamente accentuata dai mezzi di informazione. In Campania come nelle altre regioni, non è la mancanza di costosissimi e nocivi inceneritori e di discariche ad impedire la soluzione del problema rifiuti, ma la colpevole assenza di qualsiasi politica di riduzione alla fonte, di riutilizzo, di riciclaggio, di serie e diffuse raccolte differenziate. Come sosteniamo da anni, c’è un solo modo per uscire dal problema rifiuti e quindi anche dal “tunnel della cosiddetta emergenza Campania”: – Investire da subito in forme generalizzate di raccolte “porta a porta”, a partire dalla frazione putrescibile; – Chiudere con le fallimentari gestioni dei commissari straordinari, costosissime e antidemocratiche; – Restituire – dovunque sia stato calpestato – il potere di programmazione e di gestione alle comunità e agli enti locali, attraverso un percorso di reale partecipazione che veda nelle popolazioni il momento centrale della decisione; – Chiudere da subito e totalmente – senza deroghe di sorta – con la truffa dei sussidi all’incenerimento (Cip 6 e Certificati Verdi ); – Far decollare davvero produzioni pulite, progetti estesi di riciclaggio e di compostaggio in grado, tra l’ altro, di creare molti più posti di lavoro.
L’obiettivo, lo ripeteremo fino alla noia, è quello di “rifiuti zero”. È di questi giorni la notizia che la città di Los Angeles, una metropoli di più di 3 milioni e mezzo di abitanti, ha raggiunto il 62% di raccolta differenziata, anzi per dirla all’inglese ha il 62% di “diversion” dalla discarica. “Se a Los Angeles si raggiunge il 62% di recupero di materiali – commentano gli estensori del bollettino Ambiente e futuro – francamente non riusciamo a capire perché non si possa guidare Napoli fuori dalla cosiddetta (impropriamente) “emergenza campana”. O meglio si capisce: è proprio questa classe politica insieme al capitalismo assistito dell’industria sporca italiana (FIAT, gruppo Falk, Ansaldo, gruppo Marcegaglia, ecc.) ed espressione dell’affarismo rampante nostrano legato alle “multiutilities” (le ex municipalizzate di HERA, ACEA e compagnia) che incoraggia la “deregulation” dei rifiuti ed auspica “mille emergenze” come quelle di Napoli per “mettere a segno” gli inceneritori tentando cosi di mettere il “bavaglio” alle “buone pratiche” che tuttavia, numerosissime, si vanno diffondendo qui ed ora anche in Italia”.

(Umanità Nova)

Il fai da te…….Un contributo all’ambiente


Per la serie nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa di utile e di importante, essere d’esempio e anche cominciare una rivoluzione, dapprima a livello personale per poi farla espandere e propagare….
La PMK e la CTA hanno pensato di lanciare una campagna di sensibilizzazione circa la piaga dei rifiuti… date un’occhiata qui che è interessante, ovviamente tutto ciò non serve a risolvere il problema, almeno in breve termine ma può aiutare sensibilmente!!! Io aderisco a quest’iniziativa…
PMK è la Pignataro Massive Krew, alfieri del reggae in provincia di Caserta e la CTA è una delle crew di WRITING più famose d’Italia. L’idea nasce dalla situazione che si sta vivendo in Prov di Caserta e in particolare dalle parti di Pignataro e Teano…
Le loro proposte sono una serie di piccoli gesti attuabili già dal piccolo delle nostre case (bisogna partire dal piccolo per risolvere i grandi problemi) Quindi piccoli, facili metodi per il riciclo, il riuso, la sobrietà e il risparmio, per uscire da questa assurda crisi che sta distruggendo la nostra terra
– brucia la carta (quella non colorata): usa la carta per accendere il camino ad esempio
– non comprare piatti o bicchieri di plastica oppure non utilizzare quelli che hai già in casa
– fai la compostiera in giardino o in spazi condominiali appositi per certi avanzi di cibo che possono essere trasformati in concime (bucce della frutta, foglie di insalata o verdura, gusci di uova, avanzi di te e caffè,
– Alcuni avanzi di cibo possono essere dati a persone che posseggono animali domestici ovvero alimentare i gattini o i cagnolini randagi (così non vanno a rompere le buste per rovistarci dentro)
– Materiale come carta, cartone, vetro e plastica possono essere consegnati ad aziende che riciclano questi materiali
– Non bruciare l’immondizia per strada perché sprigiona diossina
– Cominciare a titolo personale a fare la raccolta differenziata. Informandosi sulle modalità in modo da abituarsi a questa pratica per farla entrare nella nostra quotidianità. Caso mai non buttando adesso frigoriferi, divani o materassi, ma aspettare la fine di quest’emergenza ‘attuale’
Cominciamo a fare la nostra parte, perchè oltre a tutte le altre cose che già sono state dette è ridette, ce n’è un’ altra: ci siamo de-responsabilizzati.
E questa tendenza va invertita. Ognuno di noi può e DEVE comportarsi in modo responsabile davanti ad un’emergenza!
Lasciamo ai posteri le analisi e le strategie, infatti l’obiettivo primario adesso è: PRODURRE MENO RIFIUTI

Napoli resiste!!! Storie di lotta e rassegnazione tra i rifiuti


Rassegnazione, per una decisione gia’ presa; ma anche rabbia e voglia di certezze soprattutto su una bonifica e sulla tipologia di quanto sara’ sversato nell’invaso riaperto. E’ questo il clima che si respira in localita’ Pisani a Pianura, quartiere a nord di Napoli nel quale per 40 anni e’ arrivata spazzatura indifferenziata da tutta la regione e che da oltre un decennio attende la bonifica dei luoghi tra voci incontrollate di aumento di tumori e patologie asmatiche.
Da giorni le quattro entrate alla discarica, ma soprattutto quella su via Montagna Spaccata sono presidiati anche di notte e questa mattina, all’arrivo dei camion e dei tecnici in prima fila c’erano proprio i bambini asmatici. Ora tre camionette della polizia e tre dei carabinieri, oltre a due mezzi dei vigili del fuoco, creano una linea i confine tra i manifestanti e le persone impegnate nel sito per i rilievi tecnici e per rimuovere il tappo dell’area scelta come sversatoio dell’immondizia del Napoletano.
A poche centinaia di metri via Montagna Spaccata e’ stata bloccata da tronchi di alberi e copertoni, ma soprattutto da donne, anziani e bambini cui si mescolano gli esponenti della nona municipalita’. “Sono in prima linea nella protesta dei cittadini – dice il presidente Fabio Tirelli (Prc) – chiediamo un tavolo per confrontarci e avviare un dialogo. Ho ricevuto l’invito del prefetto Pansa e domani ci incontreremo. Sapevamo che la riapertura era inevitabile, ma vogliamo un monitoraggio, un comitato di controllo su cio’ che viene sversato in questo buco e un tavolo di concertazione per decidere tempi e modalita’ nell’utilizzo di Pisani. Per noi e’ un ritorno alla sofferenza d una zona gia’ degradata. E se la scelta dei cittadini e’ quella del muro contro muro, saro’ al loro fianco”.
Florinda, casalinga, due bambini asmatici, sostiene che la riapertura “e’ un grande fallimento dei politici. Il problema rifiuti non andava risolto qui a Pianura. Siamo in attesa di sapere quale destino abbiamo”. Pina mostra gli eczemi sulle gambe di suo figlio e sostiene che sono frutto dei miasmi della zona: “D’estate dobbiamo stare con le mascherine sul volto e a porte chiuse per il puzzo. Cosa ci hanno buttato la’ dentro e cosa ci vogliono buttare oggi? Qui la politica si e’ venduta la riapertura della discarica in cambio di posti di lavoro!”.
“Come si fa a pensare di aprire di nuovo la discarica a meno di cento metri da una scuola elementare?”, si interroga Patrizia. “E’ la forza dello stato contro la ragione dei cittadini”, si risponde da sola.
Quattro autobus dell’Anm (Azienda napoletana mobilità) con le ruote forate, della linea C12 che collega Pianura al resto della città, sono stati piazzati da manifestanti alla rotonda Don Giustino Ruzzolillo all’altezza di via Padula. Il traffico in entrata e in uscita dal quartiere è praticamente paralizzato. Riversi in strada oltre ai cassonetti decine e decine di sacchi di immondizia.
Gli autisti dei bus: “Non potevamo rischiare il linciaggio”. Sassi contro auto dei carabinieri, aggredito un consigliere regionale della Campania.
Altissima la tenzione