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Posts Tagged ‘Esercito’

Voglia di guerre…


Arriva l’autunno, e i venti di guerra cominciano a soffiare con sempre maggiore insistenza, come in preparazione di una “Tempesta Perfetta.” Uno di questi refoli non esattamente rassicuranti è arrivato dall’Olanda: L’agenzia di intelligence olandese AIVD ha condotto un’operazione ultrasegreta in Iran allo scopo di infiltrare e sabotare l’industria delle armi nella repubblica islamica.
L’operazione, ritenuta un grande successo, è stata recentemente annullata a causa di un imminente attacco aereo all’Iran. Gli obiettivi includono i siti collegati allo spionaggio olandese. …

Uno degli agenti coinvolti, che si è infiltrato nell’industria iraniana sotto la supervisione del AIVD, è stato di recente richiamato perché gli Stati Uniti hanno preso la decisione di attaccare l’Iran con UAV nel giro di qualche settimana. Gli obiettivi potenziali comprendono non solo gli impianti nucleari, ma anche le installazioni militari che sono state mappate dal AIVD. Secondo le fonti le informazioni ottenute dall’operazione del AIVD sono state condivise con l’agenzia di intelligence americana CIA.
Si attendono conferme, ma le strane notizie recentemente circolate sul mercato dei metalli preziosi, con misteriosi grossi compratori che fanno incetta d’oro e d’argento, aggiungono una sfumatura inquietante all’atmosfera già di per sé piuttosto pesante:

Rand Refinery Ltd., la più grande raffineria d’oro del mondo, è rimasta insolitamente senza Krugerrands sudafricani dopo un ordine “insolitamente grande” di un compratore in Svizzera.

L’ordine era per 5.000 once e bisognerà attendere fino al 3 settembre perché le scorte siano ricostituite, ha detto Johan Botha, portavoce per la Rand Refinery a Germiston, ad est di Johannesburg. Ha rifiutato di identificare il compratore.

Le monete e i lingotti di metalli preziosi stanno attraendo gli investitori come porto sicuro contro un dollaro in caduta ed il conflitto fra Russia e la confinante Georgia. La Zecca degli Stati Uniti ha sospeso le vendite delle monete d’oro American Eagle da un’oncia, Johnson Matthey Plc non accetta più ordini alla sua raffineria di Salt Lake City per i lingotti d’argento da 100 once e Heraeus Holding Gmbh ha una lista di attesa di consegna di fino a due settimane per gli ordini di lingotti d’oro in Europa.
Che sia davvero il segno di un prossimo colpo di coda neocon? Intanto il generale russo Ivashov, mentre la NATO aumenta la sua flotta nel Mar Nero, ha già dichiarato che gli USA e la NATO hanno armato la Georgia proprio in vista di un attacco in Iran, ed ha avvisato che un’eventuale ulteriore assistenza militare alla Georgia per operazioni in Abcazia e Ossezia sarà considerata un atto di guerra.

Tratto da: http://gongoro.blogspot.com/

Presidio No Tav No F 35 all’Alenia – cronaca


Sabato 26 gennaio a Torino si è svolto un presidio di fronte all’AleniaAeronautica, fabbrica d’armi che, insieme alla Lockeed Martin costruiràgli F 35, bombardieri di nuova generazione, che saranno l’avanguardiadell’industria della distruzione e della guerra nei prossimi anni.Qualche foto a quest’indirizzo:
http://piemonte.indymedia.org/article/1098
Le ali dei bombardieri verranno realizzate dall’Alenia mentre il montaggio degli apparecchi avverrà in un nuovo stabilimento nei pressi di Novara, a Cameri, dove c’è anche un aeroporto militare che verrà utilizzato per icollaudi dei velivoli. Una nuova fabbrica di morte che si installerà sulnostro territorio. Contro questo progetto a Novara si è costituito oltreun anno fa il Coordinamento contro gli F 35 che ha dato vita a numeroseiniziative, tra cui ricordiamo due cortei, quello cittadino della scorsaprimavera e la marcia di qualche mese fa da Novara all’aeroporto diCameri. Lo stabilimento Alenia di Torino si trova in corso Marche, uno degli snodicruciali del progetto Tav a Torino, un progetto devastante, costosissimo,utile solo ai profitti della lobby del cemento e del tondino, lobbytrasversale che tiene insieme destra e sinistra, unite appassionatamenteintorno alla greppia dei soldi pubblici da mangiare a spese dei serviziche non ci sono. A Torino mancano 1800 posti negli asili, si aspetta novemesi un’ecografia e c’è gente che dorme in strada, ma la misura del”progresso”, secondo la giunta di governo in città sta nel portare daTorino a Lyon merci ovunque uguali con qualche minuto di risparmio.Nell’attraversare Torino il Tav sventrerà interi quartieri, abbattendocase e rendendo invivibili intere zone. La rete contro tutte le nocività”Saldatura”, che raccoglie i gruppi No Tav e quelli che si oppongono adaltre nocività quali inceneritori, grattacieli, tangenziale est… si èimpegnata in un lungo percorso di informazione e lotta, con serateinformative, presidi, feste di quartiere, azioni dirette. Sabato 26 Saldatura e Coordinamento contro gli F 35 si sono uniti per darvita ad un presidio No F 35 e No Tav, nello spirito di solidarietà ecollaborazione tra i tanti che si battono contro la guerra, ilmilitarismo, la devastazione e il saccheggio dei nostri territori e dellenostre vite. All’appuntamento del 26 hanno risposto oltre un centinaio di persone:erano presenti, oltre agli organizzatori, anche delegazioni dellaFederazione Anarchica, del Pcl, di Sinistra Critica, della CUB, dei Cobas,degli Internazionalisti, degli Umanisti, degli Squatter. C’erano banchetti di informazione, musica, interventi dal microfono, dolcie vin brulè. A metà mattinata un gruppo di manifestanti è andato all’ingressodell’Alenia e l’ha simbolicamente sigillata con un lucchetto gigante dicartone rosso dove spiccava la scritta no tav. Più tardi un altro gruppo è andato al mercato di via Vandalino dove cisono stati interventi, distribuzione di volantini e una vivace pizzicasalentina. Sulle case sono stati affissi volantini che avvertivano la popolazioneignara del pericolo Tav. Il giorno precedente il presidio il governo ormai agonizzante ha trovatoil modo di approvare il rifinanziamento delle missioni militari italianeall’estero. Una prova in più che contro il militarismo e la devastazione solo l’azionediretta di noi tutti può infilare sabbia nel meccanismo ben oliato dellaguerra. Cronaca a cura di No Tav Autogestione – comitato contro tutte le nocivitàdi Torino e Caselle
Per contatti:notav_autogestione@yahoo.it338 6594361
Info:www.saldatura.org

Cominicato del 9 gennaio 2008 ore 14.00 Esecutivo Nazionale di iRS


Che i rifiuti siano un affare sporco, molto più sporco di quanto appaiano, è un dato ormai condiviso. La povera gente che se li trova ammucchiati sotto casa li sente puzzare ma qualcun altro di quella stessa immondizia inspira a pieni polmoni il profumo dei soldi.

Alcuni di questi paradossi li ha spiegati un giovane italiano e napoletano che di solidarietà ne merita davvero tanta, Roberto Saviano. In una recente intervista al TG1, interpellato proprio sull’emergenza rifiuti, Saviano ha spiegato nuovamente quanto sono lunghe le trame della speculazione sullo smaltimento. Ma soprattutto ha ribadito che il nodo dell’attuale questione sta nella perversa “alleanza” fra gli interessi delle ricche regioni dell’Italia settentrionale – ossessionate dalla necessità di sbarazzarsi dei loro rifiuti – e gli interessi camorristici pronti a lucrare su questa necessità. Per questo Saviano ne concludeva che per risolvere il problema bisognava incidere su questo rapporto e che a farsene carico dovevano essere anche e in primo luogo le regioni italiane settentrionali.

La malaccorta idea del governo italiano di chiedere “solidarietà” alla Sardegna suona dunque ancor più offensiva e insensata del solito. La solita Italia in degrado e incapace di risolvere strutturalmente i suoi problemi si appella agli stati d’emergenza e piagnucola solidarietà in Sardegna.

Ma la cosa triste è che qui da noi ancora si subisce il ricatto morale di queste lacrime di coccodrillo. Perché il presidente della Regione Fiera della Sardegna, facendosi interprete dello sbandierato sentire collettivo dei sardi, non ha subito risposto sdegnato che noi orgogliosi sardi badiamo prima di tutto ai nostri interessi? Perché il presidente della Regione Piagnucolosa della Sardegna non ha risposto che è da anni che diciamo che fra tutti siamo noi “i più poveri e disgraziati” e che non è dunque sensato che un ricco vada a chiedere credito a uno che fa l’elemosina in strada? Perché il presidente della Regione Ingenua della Sardegna non ha subito approfittato dell’occasione per dire che se volevano solidarietà prima dovevano mettersi una mano sulla coscienza e l’altra in tasca e risolvere all’istante il problema della “solidarietà” che i sardi hanno dato all’Italia regalando allo Stato, per sedici anni, i soldi delle proprie tasse, i soldi ci servivano per la gestione quotidiana della nostra amministrazione, della nostra economia, della nostra esistenza?

Ovviamente un indipendentista la risposta la sa, ed è il fatto che dietro la parola Autonomia si cela la realtà continuamente e orgogliosamente sbandierata dal Presidente della Regione Autonoma Renato Soru, ovvero il motto sardista “La Regione è lo Stato in Sardegna”. Insomma, la Regione come una grande prefettura, pronta a sacrificare i diritti dei sardi agli interessi e alle emergenze dello Stato.

Si sappia dunque che i tentativi di commuoverci e sottilmente ricattarci con la parola “solidarietà” possono forse far presa sui deboli e complessati unionisti – i veri “leghisti” sardi, quelli che di notte si lamentano dello Stato cattivo e di giorno governano e difendono l’Italia – ma non certo su noi indipendentisti. Il nostro indipendentismo non-nazionalista è pronto a solidarizzare con tutti ma non a lasciare che si perpetrino altre ingiustizie nei confronti dei sardi e della Sardegna. Solidarietà non può voler dire idiozia, solidarietà non può essere il cavallo di Troia per ingoiare ogni ingiustizia. Per questo iRS è pronta a lottare in forma determinata e nonviolenta contro un’ennesima insensatezza.

Che l’Italia chieda aiuto alla Sardegna – e si noti che non la chiede invece alla Francia o all’Austria – è infatti semplicemente ridicolo ed offensivo. Offensivo dei nostri interessi, della nostra dignità ed anche della nostra intelligenza: o si crede davvero che noi sardi siamo ancora tutti così ingenui da farci sterminare in qualche nuova trincea del Carso in nome di un “interesse nazionale” che non è mai quello della nostra nazione?

Un’ultima, importante, questione. Se vogliamo veramente aiutare gli altri impariamo a gestire i nostri rifiuti, a sprecare di meno, a creare – imparando da chi ha fatto bene in giro per il globo – un nostro modello di raccolta, smaltimento, riciclo che sia condiviso dalla comunità, rispettoso dell’ambiente ed efficace economicamente. Il buon esempio è la miglior “solidarietà” che possiamo dare al nostro pianeta e alle persone oneste e volenterose di cambiamenti reali, persone che per fortuna si trovano a Napoli così come in ogni altra parte del mondo.

Franciscu Sedda
Esecutivo Nazionale di iRS

(Non possiamo altro che esprimere la nostra solidarietà con Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna per una Sardegna libera e indipendente
Letizia Domenico.)

Corteo a Napoli contro la discarica di Pianura


(9 gennaio 2008)
Un lungo corteo attraversa il centro storico di Napoli per protestare contro la riapertura della discarica di Pianura. La manifestazione è partita da piazza del Gesu’ per raggiungere il palazzo della Prefettura, in piazza del Plebiscito.

In testa gli abitanti di Pianura, seguiti da un gran numero di associazioni: tra i simboli esposti, un sacchetto dei rifiuti con un simbolo di divieto di sosta.

L’obiettivo della fiaccolata è quello di ribadire l’opposizione alla riapertura della discarica di Pianura, di chiedere che le forze dell’ordine lascino subito il quartiere e che siano riviste le politiche di gestione del ciclo dei rifiuti, proponendo iniziative immediate, come l’avvio della raccolta differenziata domiciliare e la promozione di politiche di riduzione, per il riuso, il riciclo e il recupero dei rifiuti, anziché la costruzione di discariche e inceneritori.

Immondizia contro la polizia
Diverse decine di sacchi di immondizia sono stati accumulati davanti alle camionette della polizia poste a guardia dell’ingresso della sede del commissariato per l’emergenza-rifiuti a Napoli. Prima alcuni dimostranti si sono esibiti nel lancio di alcuni sacchi di spazzatura contro le caminonette e le forze dell’ordine e poi i sacchi sono stati accumulati davanti alle camionette. Gli organizzatori della manifestazione hanno piu’ votle fatto un appello alla no violenza, ma al momento e’ rimasto inascoltato.

Un lancio di uova contro la sede del commissariato rifiuti in via Medina, a Napoli, e’ avvenuto durante il passaggio del corteo contro la discarica di Pianura.

Oggi quattro persone che stavano partecipando a un blocco stradale, durante il quale erano stati lanciati sassi contro una pattuglia di carabinieri, sono state arrestate dai militari.

I valorosi uomini del nostro Esercito aiutano i paesi poveri…Povera Italia!


NAPOLI – Notte di coprifuoco nel quartiere Pianura a Napoli dopo giorno di vera e propria guerriglia urbana contro la decisione di riaprire la discarica dei Pisani. Questa notte il quartiere è deserto, solo le volanti della polizia sono in giro a presidiare il territorio che da giorni è teatro di roghi d’immondizia, blocchi stradali e scontri tra le frange violente dei manifestanti e le forze dell’ordine. Un solo blocco stradale non è stato rimosso, a poche centinaia di metri dalla discarica, all’incrocio tra via Spadari e la via provinciale Montagna Spaccata, dove circa cento manifestanti proseguono nel presidio pacifico dell’ingresso del sito. Solo qualche petardo si è sentito esplodere nelle ultime ore, ma la situazione è tranquilla anche se tra i manifestanti c’é la convinzione che alle prime luci dell’alba si possa verificare un nuovo blitz per consentire l’ingresso dei mezzi per allestire la discarica.
Sassi contro le forze dell’ordine intervenute a liberare il passaggio davanti al sito di Contrada Pisani dove i manifestanti hanno abbattutto un muro per bloccare l’entrata. Il Genio militare lavora dall’alba in Campania per portar via l’immondizia accumulata nelle strade, soprattutto vicino alle scuole permettendo così la riapertura come chiesto ieri da Prodi
Insomma l’utilità delle nostre istituzioni è quella di sgombrare gente che manifesta per riaffermare i propri diritti e per creare un altro lugo di morte.
Fondamentale l’esercito.