Archivio

Posts Tagged ‘Controllo’

Ora l’ America teme gli squatter da Far West

settembre 14, 2010 9 commenti

Le persone che si considerano «cittadini sovrani» sono trecentomila

Cittadini che non riconoscono alcuna autorità e si dichiarano al di sopra delle leggi federali e statali, negli Stati Uniti ce ne sono sempre stati. Non mancano nemmeno i nuclei organizzati, almeno dalla fondazione, negli anni ‘ 70, del Posse Comitatus, un movimento che riconosceva solo alcuni poteri locali e rispettava unicamente l’ autorità dello sceriffo. Si tratta di persone che rivendicano libertà assoluta da ogni burocrazia opprimente: non registrano i figli in comune quando nascono, non li mandano a scuola, non pagano le tasse, guidano senza patente. Gruppetti, o addirittura sette, che ricordano gli anarchici europei o gli «squatter» (c’ è chi sostiene l’ illegittimità del possesso di terreni e immobili da parte delle banche e, quindi, si sente in diritto di «espropriare»), ma che nella versione americana sono imbevuti di teorie cospirative: considerano le strutture amministrative una congiura delle «corporation» (che hanno occupato la politica) contro l’ applicazione delle libertà assolute contenuti nel Bill of Rights e nella Costituzione che molti di loro hanno imparato a memoria. La polizia li sorveglia discretamente intervenendo quando vede pericoli. Controlli che divengono sempre più difficili perché nell’ America di Obama i casi di contestazione di tutte le autorità stanno rapidamente aumentando, mentre il rifiuto anarchico di rispettare una legge o un divieto in alcuni casi si trasforma, da fatto individuale, in gesto politico, in sfida aperta alle istituzioni. Il Southern Poverty Law Center – un centro di ricerche delle organizzazioni per i diritti civili – ha appena pubblicato uno studio nel quale indica in 300 mila le persone che si considerano «cittadini sovrani». Molte più che nelle rilevazioni precedenti. Alimentano il fenomeno la crescente sfiducia nelle istituzioni prodotta dalla recessione che ha lasciato milioni di persone senza lavoro e senza casa, ma anche la diffusione di Internet che consente di veicolare senza mediazioni il messaggio della ribellione a ogni forma di autorità e la stessa elezione di un presidente nero che molti sovereign citizens – un movimento che ha radici tra i white supremacists, i sostenitori della superiorità dei bianchi – hanno preso assai male. Fino a ieri l’ Fbi cercava soprattutto di stanare truffatori ed evasori incalliti che si nascondevano dietro lo schermo anarchico per delinquere. Ora c’ è più attenzione per gli aspetti politici: si comincia a parlare di paper terrorism, terrorismo di carta che mira a destabilizzare le strutture economiche e politiche. Come nel caso dei Guardians of the Free Republics, un gruppo che di recente ha intimato in tono minaccioso a tutti i governatori dei 50 Stati dell’ Unione di dimettersi entro 72 ore. La vicenda non ha avuto seguiti, ma ha segnato un punto di svolta. Ora c’ è anche chi teme saldature tra i cittadini sovrani e le frange più estreme del movimento antistatalista dei Tea Party.

massimo.gaggi@rcsnewyork.com
Gaggi Massimo

Conversazione con Rita Bernardini, parlamentare radicale

Al minuto 42.25 trovate la mia domanda all’onorevole Bernardini sulla questione TSO e la morte di Mastrogiovanni:

http://www.radioradicale.it/scheda/310739/conversazione-con-rita-bernardini-parlamentare-radicale

La sicurezza non deve distruggere la libertà

La sicurezza non deve distruggere la libertà

Viviamo anni cupi per la libertà, ove sacrificare quest’ultima conquistata con il sacrificio di numerose lotte è divenuto pane quotidiano per forze politiche che hanno fatto della propaganda populista e qualunquista la loro carta da gioco.
Siamo invasi dall’emergenza sicurezza che a nostra avviso è stata creata a tavolino solo per arricchire e potenziare il potere della casta politica nelle decisioni sulle nostre esistenze. Questo è quello che sta accadendo a Caserta ove il consiglio comunale ha deciso di spendere 900.000 euro dei contribuenti per installare 85 telecamere che finiranno per eliminare la privacy dei cittadini casertani.
Riteniamo questo metodo di gestione autoritario ed invasivo complice una cultura della paura e della non tolleranza.
A Caserta si discute anche di introdurre nella gestione della sicurezza della città i militari. Noi amanti della libertà e della responsabilità ci domandiamo quando i cittadini si renderanno conto che ciò è pericolosissimo da grande fratello, pericoloso per la nostra libertà e le nostre intime vite. Riteniamo che la decisione di tale scelta vada affidata ai cittadini e ai quartieri di questa città soprattutto se luogo di installazione delle telecamere sono anche gli istituti scolastici. Il nostro è un ‘appello che rivolgiamo alla cittadinanza tutta e alle forze politiche che ancora conservano un briciolo di liberalità. Non permettiamo a certe istituzioni politiche di controllarci totalmente, in gioco vi è il futuro, un futuro che vogliamo libero e responsabile.
Paranoia e totalitarismo sono strettamente connessi e in questo preciso contesto storico-sociale controllo e sicurezza sono casi di emiplagia patologica.

Primi Firmatari:

Domenico Letizia, Segretario Ass. Luca Coscioni Caserta

Antonio D’Addiego, Studente e Militante della Luca Coscioni Caserta

Francesco Giaquinto, Presidente dell’Associazione Radicale “Legalità e Trasparenza” di Caserta

Gianroberto Zampella, Tesoriere della Luca Coscioni Caserta, membro Comitato “No alle Cave Cementir”

Luca Bove, Segretario Ass. Radicale “Legalità e Trasparenza” di Caserta

Luigi Corvaglia , Psicoteraupeuta, saggista e studioso di Psicologia Politica

Josef Ferraro, ex candidato alle provinciali per la lista Verdi

Erminio Zona, ex candidato alle regionali per la lista Bonino – Pannella

Salvatore Antonaci, Movimento Libertario Lecce

Leonardo Facco, Amministatore Delegato del Movimento Libertario

Gionni Antonini, Clan Libertario Marche

Fabio Massimo Nicosia, avvocato amministrativo, giurista, e teorico del diritto e della politica

Nereo Villa, Cantautore e Saggista

LA PROCEDURA DEL GRANDE FRATELLO

Carmelo Miragliotta 1, SIAE (fanculo)

aprile 9, 2010 1 commento


La notte di Capodanno scorso, un tizio – identificatosi come “agente della Siae” – si presentò nell’agriturismo Amarant, a Bergamasco (AL), nel bel mezzo del lavoro chiedendo carte e bolli della serata. Carmelo Miragliotta, titolare dell’azienda, poco avvezzo a farsi intimorire, prese sottobracio il “funzionario” e lo invitò a lasciare quel posto, presentandosi magari con un mandato se del caso.
Pochi giorni fa, a Miragliotta è stata recapitata una raccomandata dalla Siae con la richiesta di 660,51 euro di tassa per quella serata di festa.
Di seguito, vi proponiamo la risposta spedita da Miragliotta alla Siae, giusto per rendervi testimoni del fatto che alle intimidazioni non si deve cedere di un solo millimetro. (LF)

“Egregi signori,

con riferimento alla vostra raccomandata “diffida” pensiamo siate incorsi in errore poiché non abbiamo mai ingaggiato alcuna orchestra come sostenuto negli allegati alla vostra missiva, né tantomeno disponiamo di 100 posti come riportato in uno dei vostri fogli ed i prezzi delle consumazioni nella nostra AZIENDA sono regolarmente depositi presso l’ ATL di Alessandria ed presso il nostro Comune di residenza e sono, purtroppo per noi, ben diversi da quanto da voi sostenuto.
Desideriamo inoltre precisare che il nostro non è un locale pubblico ma un AGRITURISMO (attività accessoria e complementare a quella agricola per giustificare, ANCORA E A FATICA, la permanenza in vita di un’azienda agricola) al quale si accede o previa accettazione di prenotazione o su invito per manifestazioni organizzate. Altri non sono ammessi a meno che non si tratti di autorità munite di valida e giustificata autorizzazione di accesso a proprietà privata.
Tuttavia, per spirito di collaborazione, ( perché noi non ce ne ricordiamo né ce ne siamo accorti presi come eravamo e siamo a guadagnarci a fatica la vita e cercare di mantenere in essere un’attività oberata di balzelli e pastoie burocratiche) possiamo ipotizzare che se mai brani musicali fossero stati eseguiti potrebbe essere stato ad iniziativa individuale ed hobbistica di qualche ospite.
Infine, nel caso, come minacciate, voleste trascinarci in un tribunale per ottenere il pagamento, potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso: chiudere e trasformarci in ospiti a pranzo e cena di quei personaggi che, grazie alle sempre più numerose imposte e vessazioni a carico della gente produttiva, vivono a spese di chi svolge, ancora e nonostante tutto, un’attività”.

Distinti saluti

Tratto da: Movimento Libertario

L’Isola delle Rose

Giustizia per Francesco Mastrogiovanni


Dite anche voi la vostra, Fax: (+39) 800214640

All’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.

Un saluto a tutti coloro che quando fanno il mestiere di medico pensano veramente alla gente e al loro benessere.
La mia è semplicemente una lettera che però, spero, vi faccia riflettere. Francesco Mastrogiovanni è morto, lo sapete bene, la colpa è vostra. Certo non voglio pensare che siate partiti con questo presupposto, ma so benissimo che noi libertari proprio per il nostro amor per la libertà siamo quelli repressi e controllati da tutto ciò che è Stato ed Istituzione imposta.
La mia è una semplice lettera, sono sanissimo, se qualcuno di voi ne avesse il dubbio, come sono sano nel giudicarvi assassini, si perché lo siete, non per partecipazione a chi sa quale progetto governativo, ma perché fate della psichiatria una scienza e non lo è, scienza di assassini, avete ucciso un maestro, un insegnate, uno di quelli voluto bene dai genitori e dagli alunni. Vi è solo da vergognarsi. Fiducia nelle istituzioni di questo stato, vostro amico e malato, lui si che lo è davvero, non ne abbiamo, ma sappiate che per noi i colpevoli, voi, diretti e indiretti rimangono e rimanete assassini.

Un saluto assolutamente non cordiale,

Domenico Letizia