Archive

Posts Tagged ‘Omosessuali’

La Norvegia approva i matrimoni gay. È il sesto


Con 84 sì e 41 no il parlamento norvegese ha approvato oggi a larga maggioranza una nuova legge, a lungo discussa, sul matrimonio che autorizza, ma non obbliga, la chiesa di Norvegia e altre confessioni religiose a celebrare i matrimoni fra persone dello stesso sesso.La legge garantisce alle lesbiche il diritto di accedere all’inseminazione artificiale. Il donatore di sperma deve essere identificato affinché il bambino, una volta raggiunta la maggior età, possa conoscere il padre se lo desidererà. Il leader cristiano democratico Dagfinn Hoybraten ha sottolineato in aula di essere a favore dei diritti degli omosessuali ma di voler proteggere i bambini e ha messo in guardia contro “gli esperimenti” in questo campo.
La legge, inoltre, amplia le possibilità di adozione da parte delle coppie dello stesso sesso.
I tre partiti della coalizione di centro-sinistra al potere e due formazioni di opposizione, il partito conservatore e il partito liberale hanno votato quasi tutti a favore, mentre il partito Cristiano Democratico e il populista Partito del Progresso, all’opposizione, si sono schierati contro la legge.Il voto è stato salutato con applausi dalla galleria del pubblico. «È un giorno storico», ha dichiarato in aula il deputato laburista Gunn Karin Gjul, paragonando la nuova legge «al suffragio universale e alla legge sulla parità dei sessi».
Escludendo gli stati americani del Massachusetts e della California, la Norvegia diventa così il sesto paese al mondo a dare alle coppie omosessuali il diritto di sposarsi legalmente come le coppie eterosessuali

Gay Pride di Roma

• Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale del Pd, Segretaria di Radicali Italiani, e Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti

Il diniego della Prefettura e Questura di Roma agli organizzatori del Gay pride di utilizzare Piazza San Giovanni come punto d’arrivo della manifestazione, è del tutto ingiustificato. La motivazione data sarebbe quella che è “inopportuno” che il Gay pride si concluda nello stesso luogo dove ha sede una Basilica all’interno della quale, alle ore 20.30 – dopo un’ora dalla conclusione del pride! – si svolgerà un convegno e canterà un coro. Insomma, le motivazioni del diniego non riguardano l’ordine pubblico o aspetti giuridici ma soltanto questioni di ‘inopportunità’, perchè canterà un coro.
Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza alle Associazioni organizzatrici del Gay Pride di Roma, giudichiamo questo diktat imposto dalle autorità un pericoloso precedente che nega il diritto costituzionale a manifestare liberamente il proprio pensiero.

Gay Pride a Caserta

Una petizione libertaria nazionale che ha bisogno dell’aiuto di tutti voi:

Portiamo il Gay Pride a Caserta.
Facciamo diventare Caserta una vera città libertaria, libera e antirazzista.
Iniziamo con questa manifestazione. Ci sono tante petizioni di chi non vuole che nelle proprie città sfili una allegra e colorata manifestazione, noi invice diciamo si, qui siete liberi. Per combattere la morale e l’etica religiosa di coloro che vogliono la centralità della famiglia ”normale” che dai dati ormai è sempre più in crisi. Fuori dal Medioevo.
Movimento Fiamma Libertaria
Studenti Libertari
Ass. Antiproibizionista-Libertaria

Il VERO ”Amore Civile”

"Amore civile". Roma, 10-12 maggio 2008

Roma: 10, 11 e 12 maggio 2008

Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell’ambito della giornata per il “coraggio laico”, si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale.it, dal titolo “Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione dell’amore civile”.

Il convegno ha rappresentato l’occasione per rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata sul concetto di “amore civile”.
Il successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno fatto maturare tra i partecipanti l’idea di approfondire e rendere permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma globale del diritto di famiglia, in grado di completare l’opera iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l’affido, la violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza.

Con l’elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell’essere umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici, riproducendo vecchi schemi di conflitto tra “ragione e religione”, si sono mobilitate compatte sotto le parole d’ordine del diritto naturale e della tradizione, le forze laiche, secondo un’illogica ottica “corporativa”, hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo per difendere le singole “categorie” (gli omosessuali, le donne, le coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.
Nell’ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni direttamente impegnate su queste istanze.

I No Vat per le strade di Roma


Colorata e comunicativa la manifestazione No Vat che ieri ha sfilato per le strade di Roma. Una giornata autofinanziata e costruita dal basso dai movimenti di liberazione di donne, lesbiche, gay e trans.
Gli stessi soggetti che hanno costruito il grande appuntamento del Pride o anche la manifestazione nazionale dello scorso novembre contro la violenza maschile sulle donne. Colorata e comunicativa sicuramente, ma anche arrabbiata, decisa, a fronte dell’ ultimo attacco del Vaticano che ha lanciato una nuova campagna mondiale di attacco all’autodeterminazione delle donne e alle legislazioni sull’aborto prendendo ipocritamente spunto dalla moratoria Onu sulla pena di morte.

La piattaforma No Vat è assolutamente densa. Si vogliono denunciare le politiche familiste, securitarie, proibizioniste che impongono una visione morale predeterminata nelle politiche sociali, negando l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita e mercificando i diritti di cittadinanza; il disconoscimento della Resistenza e dell’antifascismo, la rilettura ideologica della storia resa evidente dall’ultima enciclica e dalla trasformazione degli aguzzini franchisti e fascisti in martiri. Gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione di donne, gay, lesbiche, trans, migranti e di tutti i soggetti non conformi attraverso un progetto politico di istigazione all’odio che determina discriminazioni e alimenta squadrismi.
Infine le connivenze tra la casta politica e quella ecclesiastica nella difesa dei privilegi e nell’arretramento sul piano dei diritti individuali. Il crescente restringimento degli spazi di laicità e la criminalizzazione dei non credenti e dei movimenti che si oppongono allo strapotere Vaticano e il suo progetto di egemonia alleato col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale. Al corteo c’erano anche quegli studenti che un mese fa avevano dissentito alla visita del Papa alla Sapienza.

I Libertari – Italiani e gli omosessuali


Omossessuali si nasce o si diventa?
La regione toscana ha recentemente pubblicato una campagna a difesa dell’orientamento sessuale degli individui. Il dibattito si accende sui quotidiani giocando anche, in parte sull’equivoco generato dall’immagine di un neonato con al polso un cartellino che lo identifica come omosessuale appunto, fin dalla nascita. La domanda nasce spontanea: l’orientamento sessuale degli individui è innato, o no? Viviamo fortunatamente ad un livello di civiltà tale per cui è possibile discutere di questo argomento in buona libertà. Cogliendo magari l’occasione per scrollarci di dosso antichi pregiudizi e cercando di dare alla domanda una risposta esclusivamente laica, razionale e scientifica. Viene semplice ragionare per esclusione. Si puo escludere certamente pensare che un qualsiasi orientamento sessuale possa essere considerato una malattia. Trovo condivisibile anche il rigetto dell’idea che possiamo aver avuto in passato che una minoranza avente orientamenti sessuali differenti dalla massa, potesse rappresentare un pericolo per la auto-proclamata ‘normalità’. Sembra che i dati scientifici delle ricerche fatte in proposito non riescano ad avallare pienamente una ipotesi di orientamento sessuale innato. Cito alcuni dati letti sul giornale di oggi:” l’ipotesi secondo cui qualcuno nasce omosessuale è stata formulata nel 1897 da Magnus Hirschfeld ma non è mai stata dimostrata. Il biologo Simon Le Vay, ripetutamente indicato come scopritore del fondamento genetico dell’omosessualità, ora dichiara di «non avere mai asserito questo». Gli studi sui gemelli di Bailey e Pillard, che avrebbero dovuto dare la prova finale che omosessuali si nasce, hanno concluso che questa prova non c’è. I dati più recenti di Dean Hamer, celebrato come lo scopritore del cosiddetto «marcatore omosessuale», sottolineano che oltre il 70% degli omosessuali non presenta tale «marcatore»”. Questo però non esaurisce la nostra curiosità, perché continuiamo a chiederci…E fosse invece solo una predisposizione genetica, unita alle esperienze della vita a generare l’orientamento sessuale? La scienza ad oggi sembra indicare proprio questo: cito “….si può parlare in «casi singoli» di una «predisposizione », ma non di una determinazione genetica comune e irrevocabile. L’educazione e la socializzazione sembrano i fattori cruciali.” In fondo cambia qualcosa? L’orientamento sessuale non è innato ma esiste una predisposizione genetica condizionabile dall’ambiente. Non cambia niente. L’uomo, che non è nocivo agli altri individui, è libero di fare e essere ciò che vuole. Affrontando l’argomento, in fondo, quello che rimane di veramente interessante e formativo per noi è che è giunto il tempo di buttare nel cassonetto un bel numero di pregiudizi che hanno occupato la nostra testa per centinaia di anni. Questa consapevolezza ci rende più liberi.