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ABOLIRE L’INPS, UN PROGETTO LIBERTARIO

luglio 12, 2011 6 commenti

Tutto ciò che è coercizione è nato e vive come ammortizzatore sociale, assistenzialismo per tenere calmi gli individui e assecondare con l’imposizione, servizi gestiti pessimamente e oligarchicamente. Tra questi vi è la storia e il lavoro dell’INPS che è un castello di carta che prima o poi verrà giù, una baraccone che sta dimostrando il proprio fallimento. Una questione di libertà di scelta, qualsiasi individuo deve essere libero di decidere dove e come versare i contributi, non deve essere lo Stato ad imporre tale scelta. Perché lo Stato non consente di detrarre i soldi che s’ investono a fini previdenziali? I soldi dei contribuenti fanno gola a gente che non sa cosa sia il lavoro ne conosce nulla sulla storia individuale del lavoratore che li versa, semplicemente ha ricevuto il diritto dallo Stato di gestirli al posto dell’individuo attraverso un regime di monopolio.
Un primo passo da sostenere e diffondere è la riforma dei contributi silenti proposta dai Radicali Italiani e dall’ANCOT ( Associazione Nazionale Consulenti Tributari) . I Contributi silenti sono quei contributi previdenziali che una persona versa durante la propria carriera lavorativa, ma che non sono sufficienti a maturare una pensione, per cui vengono completamente persi: vanno a pagare le pensioni di altri o a mantenere carrozzoni parassiti proprio come l’INPS ma non danno diritto ad una pensione per sé. Milioni di persone (precari, parasubordinati, liberi professionisti non iscritti ad ordini, giovani lavoratori di oggi) si ritroveranno nei prossimi anni con pensioni da fame, o addirittura senza una pensione: una vera e propria emergenza sociale, economica e politica su cui lo Stato tace, mentre i vertici nazionali dell’INPS non esprimono opinione. Come ha espresso Davide Leonardi, un attivista libertario, che ha partecipato all’iniziativa dei contributi silenti con i Radicali, l’Inps deve chiudere per fallimento, con la restituzione di tutti i contributi “quelli silenti e quelli parlanti”. La chiusura dell’Inps è un progetto libertario, di libera scelta, di sovranità dell’individuo, la vera svolta starà nel desacralizzare questa istituzione, un progetto politico che merita appoggio da parte di tutti gli autentici liberali e libertari, ricordandoci che parliamo di svariati fior fiori di milioni di euro.

Domenico Letizia, Associazione “Diritto e Mercato”

http://www.pensalibero.it/Dettaglio.asp?IDNotizia=6675

Organizzare l’Interesse civile globale per la democratizzazione e smilitarizzazione di tutti i Paesi

Coalizione dell’interesse civile globale comune unito
per la democratizzazione e la libertà individuale in ogni Paese e per la smilitarizzazione universale:
per la pace, lo sviluppo, la prosperità e la libertà
unire la società civile contro gli interessi distruttivi (non civili): militari, tirannici e terroristici

Il tutto da leggere qui: http://www.radicali.it/20110203/organizzare-linteresse-civile-globale-democratizzazione-smilitarizzazione-di-tutti-paesi

Fame e Sazietà. Un mondo diviso

La Rivista “Una Città” su Repubblica

L’arte dell’intervista, maturata in un ventennio, è dunque questa: il minimalismo (solo da pochi numeri le interviste sono firmate, su pressante richiesta dei lettori, anche le foto non hanno didascalie), il tempo lungo che ammette pause e silenzi, la disponibilità all’ascolto senza condizioni, senza presunzioni, che fa scattare la complicità nell’interlocutore popolare, lo sforzo pedagogico in quello colto. «Non abbiamo mai una vera scaletta. Ci prepariamo il minimo, perché quando l’intervistatore ne sa troppo, l’intervista si congela. Le domande saccentine mettono in soggezione l’intervistato semplice e irritano quello colto», spiega Barbara Bertoncin, che fa parte della seconda più giovane generazione di Una città. «Il nostro ideale è il monologo, la nostra competenza è creare il setting giusto per liberare la narrazione dell’interlocutore: è un po’ il metodo della storiografia orale, solo che l’abbiamo capito dopo, a posteriori». Nelle scuole di giornalismo insegnano che l’intervista è un corpo-a-corpo, che l’intervistatore deve strappare all’intervistato ciò che non vorrebbe dire: «Ma per noi è l’esatto contrario». Accettano invece l’altro requisito fondamentale: si intervista solo chi ha qualcosa da dire. Ma “qualcosa”, a Una città, ha un’estensione vastissima. Hanno avuto qualcosa da dire sulle sue pagine filosofi, storici, scrittori di prestigio, ma anche il colono israeliano, la sopravvissuta della strage di Brescia, l’immigrato senegalese che rinuncia e ritorna a casa, il fascista, la maestra di strada di Secondigliano, il falegname comunista di Padova esasperato dal centralismo e dalla burocrazia che «ci ha fatto capire la forza di penetrazione delle idee della Lega», la casalinga col suo «manifesto di femminismo involontario»: persone senza personaggio, non emblemi ma storie, raggiunti uno per uno attraverso «reti basse», amicali, sotterranee, dirette…

I LIBRI SONO LA LIBERTA’ CHE SCORRE NELLE VENE

Il titolo è una definizione che ho raccolto dalla “Stampa – Tuttolibri” di qualche settimana fa e che dice bene molto più di quanto farei io.
Eppure sono quarant’anni, senza contare i dieci precedenti, che macino libri, opuscoli, iniziative, follie.
Follie, più che altro. E non mi sono stancato.
Anzi, proprio sul cumulo di macerie cui il regime, o meglio ancora il potere, ha ridotto questa società, mi viene voglia di piantare nuovi germogli ancora più di quanto abbia mai fatto: nuovi libri, nuove provocazioni e follie. Ho anche idea che potranno germogliare rapidamente.
E adesso, per tenere i piedi ben piantati per terra e scendere nel vivo della festa per i quarant’anni di Stampa Alternativa, che in realtà piuttosto è il pretesto per ben dialogare e confrontarsi sul futuro, segnalo due eventi prossimi. Due inviti.
Il più vicino è quello del 19 novembre a Viterbo. Ci ospita la splendida Libreria dei Salici dove Carlo Galeotti, giornalista di lungo corso e complice in svariati libri, mi strizzerà ben bene per vedere che cosa esce fuori dalla mia testa e, credo, per riannodare certi fili con la città che da quasi trent’anni ospita la casa editrice. Notizie dettagliate nel calendario eventi. Quello successivo è a Sorano e Pitigliano, i luoghi dove vivo e dai quali tendo ad allontanarmi il meno possibile. Qui l’ottavo Festival della letteratura resistente. Non so chi c’era al primo, che mi sta scolpito nella memoria: dedicato agli scrittori analfabeti. Per non farla lunga dico solo che, esauriti due dei quattro libricini (in via di ristampa), mi restano copie di quelli del tombarolo di Ischia di Castro e del cocciaio di Sorano, che potete chiedermi.
Le date: sabato 4 e domenica 5 dicembre. Il tema: gli erranti. Mentre il manifesto potete leggerlo e scaricarlo dal sito http://www.riaprireilfuoco.org, il programma di massima – perché ancora ci sono delle messe a registro – prevede:

– SABATO MATTINA, 4 DICEMBRE, alle ore 10.30 al Teatrino Orsini della Fortezza di Sorano, Luciana Bellini dialoga con Letizia Nucciotti (autrice dei fortunati L’Antichef e Avanzi popolo**) per il suo nuovo libro Il billo della vita;
alle 15.30 a Montebuono, una delle frazioni di Sorano, nei locali della ex scuola elementare, presentazione dell’antologia Profondo nero, storia di minatori e miniere di Maremma.
Alle 21.30, al Teatro Salvini di Pitigliano che si affaccia sulla piazza del Municipio, la “Musica errante” dalle esperienze di quattro musicisti erranti.

– DOMENICA 5 DICEMBRE, a Pitigliano, locale Strade Bianche (via Zuccarelli, 25) alle 10.30 io ed Ettore Bianciardi dialoghiamo intorno al nostro libro Il libro mio me lo stampo io.
Sempre a Pitigliano, alle ore 15, in Sinagoga (via Zuccarelli) Elena Servi presenta Che fortuna essere orfano di Sholem Aleichem (www.riaprireilfuoco.org/books/PDF/MOTL.pdf).

Naturalmente, come è consuetudine, non si paga, non occorre prenotarsi, non ci sono sponsor e quindi contiamo sull’autofinanziamento e, per chi volesse informazioni e dialogo, può chiamarmi allo 0564 633359 che, avverto prima, spesso è sul fax.
Il festival è di ciascuno che mi legge e dedicato ai lettori, ai quali è dedicato ogni mio e nostro libro.

Marcello Baraghini

Intervista ad un mito: Intervista a Marcello Baraghini

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