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Sosteniamo gli studenti in rivolta

Michael S. Rozeff iniziò un suo saggio con le parole: “Tutto quello che il governo tocca si trasforma in merda”, come non dare torto a ciò se osserviamo la situazione attuale anche dell’istruzione in questo paese. Gli studenti protestano e noi libertari dobbiamo sostenerli, facendo scoprire loro lo spirito di libertà e di antistatalismo che dovrebbe accompagnare ogni spinta innovativa e riformatrice che accade in questo paese di conservatori di destra e di sinistra. La classe studentesca attuale fa bene a rivoltarsi e a chiedere cambiamento ma sia chiaro attenzione studenti a ciò che chiedete, non presenza dello stato e dello statalismo nelle vostre vite che è distruzione e controllo, ma libertà. Non siate di principio contro le scuole private, anzi sostenete un sistema non statale di istruzione, ma chiedete pure e con forza che non un solo soldo pubblico vada in mano ai privati.

Sperimentate, concretizzate e attualizzate ogni forma di istruzione alternativa che volete, siate liberi nel farlo, ma accompagnate le vostre scelte da un principio di serietà e di scoperta, siate innovativi e non pretendete mai l’aiuto delle autorità imposte che elimineranno appena possono ogni voce fuori dal coro. L’istruzione e le nozioni che girano nelle scuole italiane sono nozioni di stato, nessuna formazione neanche marginale in economia, pessima formazione in campo storico per non discutere di ciò che è l’insegnamento dell’educazione civica ove le tasse sono considerate patrimonio dell’umanità, dimenticando che sono coercizione e dove la dicitura: lo stato siamo noi, è sempre presente , dimenticando che è un ente astratto composto da casta e parassiti vari.

Sostenere gli studenti, sostenere tale rivolta, ricordando loro di accompagnare le loro azioni col grido di : We don’t need no education. We don’t need no thought control del bellissimo testo dei Pink Floyd, “Another Brick in the wall”. Che le attuali contestazioni siano voglia di libertà e non una nuova ventata di statalismo.

http://www.liberalcafe.it/index.php/scuola/sosteniamo-gli-studenti-in-rivolta/

  1. novembre 16, 2010 alle 9:37 am

    Gli studenti protestano perché manipolati dai baroni e dai sindacati. In media sono capre che considerano l´universitá come esamificio e per lo piú stanno lí a scaldare i banchi o a tentare esami a kamikaze. Tanto sanno giá ció che li attende: concorsi a crocette fasulli, precariato per 10 anni e poi ridicoli posti da ricercatore a 1500 euro al mese. Tutto offerto dallo statalismo italiano, che ha trasformato la ricerca in una sorta di ufficio di collocamento per amici della casta, tra l´altro enormemente inefficiente.

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