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NESSUNO PUO’ ESSER COSTRETTO A PAGARE TRIBUTI O TASSE!

di Herbert Spencer

Che un uomo possa essere libero di rinunziare ai benefici della qualità di cittadino e di rifiutarne gli oneri può, in verità, esser dedotto dalle ammissioni d’autorità esistenti e dall’opinione attuale. Sebbene probabilmente non preparati a una dottrina così avanzata come quella qui sostenuta, i radicali d’oggi, benché a loro insaputa, professano la loro fede in una massima che manifestamente incarna questa dottrina.
Non li sentiamo citare continuamente l’asserzione di Blackstone secondo la quale “nessun suddito inglese può esser costretto a pagare contributi o tasse, anche per la difesa del regno o per il mantenimento del governo, salvo quelle che gli sono imposte col suo consenso o con quello del suo rappresentante in Parlamento”? E che significa ciò? Significa, dicono i radicali, che ogni uomo dovrebbe avere il diritto di voto. Senza dubbio; ma significa anche molto di più. Se un senso c’è in quelle parole, è l’enunciazione precisa del medesimo diritto per cui qui combattiamo.
Affermando che un uomo non può esser tassato, a meno che non abbia, direttamente o indirettamente, dato il suo consenso, si afferma pure che può rifiutarsi d’esser così tassato, significa rompere ogni relazione con lo Stato. Si dirà forse che questo consenso non è specifico, ma generale, e che si sottintende che il cittadino abbia dato il suo consenso a ogni cosa che possa fare il suo rappresentante, quando votò per lui. Ma supponete che non abbia votato per lui e che anzi abbia fatto tutto quanto poteva per eleggere qualcuno che sosteneva idee opposte —e allora? La risposta sarà probabilmente che partecipando ad una simile elezione, egli accettava tacitamente di rimettersi alla decisione della maggioranza. E se poi non ha votato affatto? Ma allora non può a buon diritto lagnarsi di alcuna tassa, dal momento che non elevò nessuna protesta contro l’imposizione di essa!
Così, abbastanza stranamente, pare che egli dia il suo consenso in qualunque modo agisca —sia che dica “Sì”, sia che dica “No”, sia che resti neutrale! Una dottrina piuttosto imbarazzante! Ecco un disgraziato cittadino a cui si domanda se vuol pagare per un certo vantaggio proposto; e, sia che usi l’unico mezzo d’esprimere il suo rifiuto sia che non lo usi, ci fa sapere che praticamente vi acconsente, se semplicemente il numero degli altri che vi acconsentono è maggiore del numero di quelli che rifiutano. E così siamo condotti allo strano principio che il consenso di A ad una cosa non è determinato da ciò che dice A, ma da ciò che B può venire a dire! Quelli che citano Blackstone debbono scegliere tra questa assurdità e la dottrina sopra esposta. O la sua massima implica il diritto d’ignorare lo Stato o è una volgare sciocchezza.

http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9207:nessuno-puo-esser-costretto-a-pagare-tributi-o-tasse&catid=1:latest-news

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