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Anarco-capitalismo, Benvenuta disobbedienza civile!

di Alfredo Mazzucchelli

Mi sembra un po’ riduttivo e superficiale affermare che l’anarchismo abbia fallito perché si è affidato sulla violenza! Porto due esempi a dimostrazione del fatto che l’anarchismo nelle sue forme più consistenti e responsabili sia stato ed è un movimento contro la violenza:
Benché la violenza non sia lecita, quando e’ opposta per autodifesa o in difesa degli inermi e’ un atto di coraggio assai preferibile alla codarda sottomissione. questa ultima non si addice ne’ all’uomo ne’ alla donna. Sotto la violenza, ci sono molti stadi e varietà di coraggio. ognuno deve saper giudicare da solo, in proposito. nessun’altra persona può o ne ha il diritto (Harijian, 27 ottobre 1946, Gandhi ( Gandhi si è sempre ispirato a H.D. Thoreau)
Noi non siamo pacifisti perché la pace non è possibile se non la si vuole dalle due parti. Noi consideriamo la violenza necessaria e doverosa per la difesa, ma solo per la difesa. E, si intende, non solo per la difesa contro l’attacco fisico, diretto, immediato, ma contro tutte quelle istituzioni che per mezzo della violenza tengono la gente in schiavitù. Noi siamo contro il fascismo e vorremmo che lo si debellasse opponendo alla sua violenza una violenza maggiore. E siamo sopratutto contro il governo che è la violenza permane. Ma la nostra violenza deve essere resistenza di uomini contro bruti e non lotta feroce di bestie contro bestie. (Umanità Nova, Roma 1921, Errico Malatesta)
Come si vede qua siamo sul terreno di uomini che si esprimono CONTRO LA VIOLENZA. Pacifismo e violenza finiscono per condurre ad uno stesso fine: difatti i pacifisti per non violare un principio lascerebbero sterminare mezza umanità, mentre i violenti per affermare sempre un principio finirebbero con lo sterminarne l’altra metà.
Scrive Luca : “Il problema è come realizzare o produrre tali realtà enclaviche competitive tra loro”.
Ma ripeto, vogliamo lasciare ai nostri futuri questa scelta o dobbiamo per forza impicciarci di fatti che riguarderanno coloro i quali li dovranno affrontare per risolverli? Cosa sarebbe altrimenti questo metodo, la riproposizione di una nuova ideologia? La panarchia di cui parla Luca, devo confessare che non so cosa sia, e questo ovviamente per mia colpa, ma se per pan-anarchia intende un metodo che sia totalmente e conseguentemente anarchico nel mezzo prefigurante fine, allora penso che parliamo della stessa cosa che quelli come me da oltre 150 anni chiamiamo sintesi mezzo-fine. Infine ogni forma di Disobbedienza Civile deve essere la benvenuta e ricerchiamone anche di nuovi, di metodi! E questo deve far parte dei compiti di noi uomini del nostro tempo, dei nostri giorni, sia pur affannati e presi come siamo dalle necessità quotidiane. Da ultimo bisogna tener presente che la sperimentazione nel contesto presente corre il rischio di apparire ed essere solo velleitaria e quindi di dare un cattivo esempio di se stessa. Un corpo pulito immerso in acqua sudicia non può che contaminarsi.

(http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8932:anarco-capitalismo-benvenuta-disobbedienza-civile&catid=1:latest-news)

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