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Anarchismo Americano, la figura di Stephen Pearl Andrews

Stephen Pearl Andrews nato nel 1812 a Templeton nel Massachusetts, morto nel 21 Maggio del 1886 fu un anarchico individualista appartenente alla tradizione autoctona dell’anarchismo americano. Ha scritto e trattato di problemi legali, di linguistica, filosofia, religione, economia, ecc, Andrews fu tra quei anarchici americani che hanno fatto degli “esperimenti sociali” il modo di costatare come era possibile creare praticamente e subito società nuove antiautoritarie e libere nell’ America della frontiera ancora libera da una forte istituzione centralizzata. Nel 1833 Andrews fonda un settimanale libertario di quattro pagine: ‘The peaceful revolutionist’ ( il rivoluzionario pacifico ), questo giornale ebbe breve vita ma in poco tempo si diffuse ovunque. Nel 1850 Andrews incontra e rimane affascinato dalle idee di un altro anarchico individualista Warren e la sua dottrina della sovranità dell’individuo, dottrina che trae origine e sviluppo proprio dalle radici del liberalismo originario della tradizione americana. Andrews incominciò ad occuparsi della creazione di comunità volontarie e libertarie da diffondere in tutta l’America, fondando la sua teoria sociale che prende il nome di Pantarchy che consiste in una rivoluzione spirituale, un nuovo governo e una nuova chiesa che siano universale nella sua natura, insomma nuove “forme sociali” da sperimentare. Nel 1851 , Andrews tenne una serie di conferenze sociologiche a New York, stampate poco dopo con il titolo di “the costitution of government in the sovereignty of the individual ( la costituzione del governo nella sovranità dell’individuo ) e cost the limit of price ( il costo limite del prezzo ). L’idea del costo limite del prezzo è presente anche in Warren, anzi proprio in quest’ultimo trae ispirazione e realizzazione, come ha scritto Federico Tortorelli: “Tale sistema prevede tra l’altro un criterio di imputazione dei costi innovativo, preciso ed ecologico. Il sistema mutualista aperto del prezzo di costo trasparente (quello è il suo nome per esteso) prevede regole a garanzia dell’equivalenza tra lavoro e potere d’acquisto: egualitarismo salariale, mutualismo, trasparenza completa, garanzie forti contro gli approfittatori, credito a tasso zero, regole alternative sui cambi valutari, applicabilità a ogni tipo di attività economica, inoltre si prevede: autonomia e specializzazione per ogni impresa, presenze in ogni settore, coerenza etica sugli investimenti, tutto questo per uno sviluppo alternativo che tolga il terreno alle logiche capitaliste e stataliste.”
Andrews ha analizzato a lungo lo stato e il suo essere vedendo in quest’ultimo una sorta di distruttore di un equilibrio interno delle relazioni sociali, provocando così le guerre ed uno stato d’agitazione perpetua. La sovranità dell’individuo è quindi il miglior fondamento di società basata sulla giustizia, è impossibile che esista la libertà sottomettendo un intero popolo agli stessi obblighi, ma bisogna assicurare ad ognuno la possibilità di conseguire la felicità e l’appagamento coi propri metodi e con la propria forza, la ricerca della felicità, quella ricerca che veniva difesa dalla stessa Costituzione Americana, i diritti che la costituzione dello stato garantisce ai cittadini perdono il loro significato fintantoché gli uomini sono costretti a vivere in una condizione che attribuisce ad alcuni la prerogativa di determinare il destino di altri, finché sarà così la stessa libertà non verrà mai attuata e la società vivrà nel disagio sociale e morale. Per Andrews l’economia politica deve essere parte di una più complessiva filosofia sociale, che includa al suo interno non solo le condizioni della produzione, ma anche un’equa distribuzione dei prodotti del lavoro, così potrà acquistare il suo reale significato, giacché soltanto così etica ed economia procedono di pari passo, non è il salario in se stesso che determina l’ingiustizia, ma l’ingiusto compenso ricevuto dal produttore, che lo priva di una parte del prodotto del suo lavoro.
Fu contrario ai metodi comunisti della sua epoca, che credevano di poter raggiungere il proprio obbiettivo tutto d’un colpo, mentre, a suo avviso, era possibile solo un processo molto graduale e rispettando la libertà individuale.
Andrews visse e produsse le proprie idee all’interno di una società ancora non legata a logiche statali sviluppando idee mutualiste e di mercato, sperimentazione e libertà, quell’anarchismo tipicamente americano sconosciuto allora, e per molti versi ancora oggi, agli europei.

Domenico Letizia

Titolo: Stephen Pearl Andrews
Sottotitolo:
Testata: Cenerentola, Mensile Libertario
Registrata: Tribunale di Bologna 7237 del 03/07/2002
Data: Luglio- Agosto 2010

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