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Cominicato del 9 gennaio 2008 ore 14.00 Esecutivo Nazionale di iRS


Che i rifiuti siano un affare sporco, molto più sporco di quanto appaiano, è un dato ormai condiviso. La povera gente che se li trova ammucchiati sotto casa li sente puzzare ma qualcun altro di quella stessa immondizia inspira a pieni polmoni il profumo dei soldi.

Alcuni di questi paradossi li ha spiegati un giovane italiano e napoletano che di solidarietà ne merita davvero tanta, Roberto Saviano. In una recente intervista al TG1, interpellato proprio sull’emergenza rifiuti, Saviano ha spiegato nuovamente quanto sono lunghe le trame della speculazione sullo smaltimento. Ma soprattutto ha ribadito che il nodo dell’attuale questione sta nella perversa “alleanza” fra gli interessi delle ricche regioni dell’Italia settentrionale – ossessionate dalla necessità di sbarazzarsi dei loro rifiuti – e gli interessi camorristici pronti a lucrare su questa necessità. Per questo Saviano ne concludeva che per risolvere il problema bisognava incidere su questo rapporto e che a farsene carico dovevano essere anche e in primo luogo le regioni italiane settentrionali.

La malaccorta idea del governo italiano di chiedere “solidarietà” alla Sardegna suona dunque ancor più offensiva e insensata del solito. La solita Italia in degrado e incapace di risolvere strutturalmente i suoi problemi si appella agli stati d’emergenza e piagnucola solidarietà in Sardegna.

Ma la cosa triste è che qui da noi ancora si subisce il ricatto morale di queste lacrime di coccodrillo. Perché il presidente della Regione Fiera della Sardegna, facendosi interprete dello sbandierato sentire collettivo dei sardi, non ha subito risposto sdegnato che noi orgogliosi sardi badiamo prima di tutto ai nostri interessi? Perché il presidente della Regione Piagnucolosa della Sardegna non ha risposto che è da anni che diciamo che fra tutti siamo noi “i più poveri e disgraziati” e che non è dunque sensato che un ricco vada a chiedere credito a uno che fa l’elemosina in strada? Perché il presidente della Regione Ingenua della Sardegna non ha subito approfittato dell’occasione per dire che se volevano solidarietà prima dovevano mettersi una mano sulla coscienza e l’altra in tasca e risolvere all’istante il problema della “solidarietà” che i sardi hanno dato all’Italia regalando allo Stato, per sedici anni, i soldi delle proprie tasse, i soldi ci servivano per la gestione quotidiana della nostra amministrazione, della nostra economia, della nostra esistenza?

Ovviamente un indipendentista la risposta la sa, ed è il fatto che dietro la parola Autonomia si cela la realtà continuamente e orgogliosamente sbandierata dal Presidente della Regione Autonoma Renato Soru, ovvero il motto sardista “La Regione è lo Stato in Sardegna”. Insomma, la Regione come una grande prefettura, pronta a sacrificare i diritti dei sardi agli interessi e alle emergenze dello Stato.

Si sappia dunque che i tentativi di commuoverci e sottilmente ricattarci con la parola “solidarietà” possono forse far presa sui deboli e complessati unionisti – i veri “leghisti” sardi, quelli che di notte si lamentano dello Stato cattivo e di giorno governano e difendono l’Italia – ma non certo su noi indipendentisti. Il nostro indipendentismo non-nazionalista è pronto a solidarizzare con tutti ma non a lasciare che si perpetrino altre ingiustizie nei confronti dei sardi e della Sardegna. Solidarietà non può voler dire idiozia, solidarietà non può essere il cavallo di Troia per ingoiare ogni ingiustizia. Per questo iRS è pronta a lottare in forma determinata e nonviolenta contro un’ennesima insensatezza.

Che l’Italia chieda aiuto alla Sardegna – e si noti che non la chiede invece alla Francia o all’Austria – è infatti semplicemente ridicolo ed offensivo. Offensivo dei nostri interessi, della nostra dignità ed anche della nostra intelligenza: o si crede davvero che noi sardi siamo ancora tutti così ingenui da farci sterminare in qualche nuova trincea del Carso in nome di un “interesse nazionale” che non è mai quello della nostra nazione?

Un’ultima, importante, questione. Se vogliamo veramente aiutare gli altri impariamo a gestire i nostri rifiuti, a sprecare di meno, a creare – imparando da chi ha fatto bene in giro per il globo – un nostro modello di raccolta, smaltimento, riciclo che sia condiviso dalla comunità, rispettoso dell’ambiente ed efficace economicamente. Il buon esempio è la miglior “solidarietà” che possiamo dare al nostro pianeta e alle persone oneste e volenterose di cambiamenti reali, persone che per fortuna si trovano a Napoli così come in ogni altra parte del mondo.

Franciscu Sedda
Esecutivo Nazionale di iRS

(Non possiamo altro che esprimere la nostra solidarietà con Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna per una Sardegna libera e indipendente
Letizia Domenico.)

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